
Concorso e decorso
L’incontro con l’artista è stato preceduto dalla visita alle sale centrali del Centro Culturale Recoleta in cui Roberto Cortés guidava i visitatori soffermandosi su ogni dipinto. Successivamente abbiamo conversato della sua produzione, della storia personale e dei dettagli del concorso che lo ha portato alla realizzazione della mostra. L’adesione all’iniziativa è stata preceduta dalla notizia di avere una malattia con decorso complicato. La decisione di proseguire il proggetto e celebrare la vita attraverso l’arte lo ha portato alla scelta del titolo della mostra. il suo processo di guarigione si coglie nei dipinti grazie a un immaginario inatteso presente nelle illustrazioni che lo collega ai diversi personaggi. Il trattamento medico parallelo alla produzione artistica organizza la mostra in assi tematici. Il primo di questi contiene i segni premonitori della malattia. infatti, alcune opere eseguite in precedenza svelano, secondo una lettura ulteriore di Cortés, ciò che sarebbe accaduto sucessivamente con la sua condizione fisica. L’esito positivo è l’ultimo asse del percorso. In ogni caso, sebbene sia problematico per la psicoanalisi fare un’esegesi diretta dell’opera d’arte, l’interpretazione ricavabile dall’interpretazione dell’artista consente di comprenderne la proposta; non ci sono realtà ultime se non quelle in cui il soggetto ha il coraggio di credere. In questo senso Cortés, dopo aver ricevuto la notizia della affezione, rilegge e dà un nuovo significato al proprio lavoro per creare un altro ordine.Linguaggio e struttura
L’opera di Cortés transita in una zona intermedia tra testo e pittura. Le immagini incitano lo spettatore a compiere uno sforzo compositivo e lo invitano a riconoscere una iconografia propria, ad articolare o disarticolare finzioni possibili e in qualche modo, ad essere in grado di introdursi tra le rappresentazioni. Le immagini di ogni dipinto sono
Segni di un realismo magico
Nietzsche evidenzia che nessun segno è di per sé una costatazione innocente, tuttavia costituisce o suppone un’interpretazione (1975, p. 31). Nonostante la natura figurativa dell’opera di Cortés, si coglie ugualmente che il
Il divenire e l’essere
Cortés non considera la sua professione una scelta consapevole ma piuttosto un qualcosa che si è manifestato da bambino e che ha coltivato nel corso della vita: “Dipingo fin dall’infanzia, era il gioco più importante per me. Mentre i miei amici preferivano il calcio, io raccoglievo materiali per fare collage. Nei primi anni della carriera non avevo i soldi per diventare indipendente, fu allora che mi resi conto che non dovevo sprecare tempo. Sono andato a teatro, al cinema, ho seguito dei corsi. Facevo tesoro di tutto per un futuro”. Kandinsky credeva di dover incrementare il suo bagaglio esperienziale perché a un certo punto lo spirito di quelle esperienze si sarebbe reso noto nella sua opera. Per Cortés esiste una sorta di determinismo che lo guida: “Indubbiamente è esistito ed esiste una spinta particolare lungo tutta la mia vita che mi porta a disegnare, a canalizzare le energie nella pittura. Arriva un momento in cui fai le cose in un modo che ti appartiene. È un lavoro, una funzione sociale. È quello che so fare e che posso lasciare agli
“l’esperienza del fantasma è intimamente intessuta nell’opera. Diventa pertanto possibile che questa esprima quella dimensione, il reale del soggetto, che corrisponde all’avvento dell’essere al di là di ogni realizzazione soggettiva possibile…”(2013).In reve l’opera d’arte, lungi dal trasfigurare la realtà in qualsiasi modo, introduce un taglio nella sua struttura e lo fa attraverso l’inconscio dell’artista. Un taglio che va controcorrente rispetto agli schemi dominanti. Un evento che si ripete ogni volta, in questo caso accompagnato dal movimento dei pennelli.
- Author: Dott.ssa Rosana Alvarez Mullner
- NIETZSCHE, F. (1975), El ocaso de los ídolos, Barcelona, España, ed. Cuadernos ínfimos 27.
- NIETZSCHE, F. (2011), Ecce homo, Las Palmas, España, ed. Lancelot.
- LACAN, J. (2013), Il Seminario Libro 6, Il Desiderio e la sua interpretazione, (1958-59), Italia, Piccola Biblioteca Einaudi.
- LACAN, J. (2000), Seminario 7, La ética del psicoanálisis, (1959-60) Buenos Aires, Argentina, ed. Paidós.
- KANDINSKY, V. (1992), De lo espiritual en el arte (1911), Barcelona, España, ed. Paidós.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.